Tra fine maggio e la prima metà di giugno abbiamo visitato tre punti vendita eldom di Ancona e dintorni. Tre store di riferimento per il capoluogo marchigiano, tutti a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro. Stavolta, per favorire un confronto non tanto oggettivo ma sicuramente più attendibile e diretto, abbiamo scelto di sondare gli stessi settori in tutti i negozi: freddo e climatizzazione, data la stagione. Vediamo come è andata.
Trony
Sono le 12,10 del 31 maggio. Non faccio in tempo a oltrepassare l’ingresso che il sistema antitaccheggio si mette a suonare. Mi guardo intorno. Non c’è nessun altro. La cassiera fa cenno di avvicinarmi. “Non si preoccupi, può succedere”. Con l’imbarazzo e gli occhi addosso dei visitatori tiro fuori tutto quello che c’è nella borsa: portafoglio chiavi cellulare e una crema per le mani. “Ecco la colpevole - fa la ragazza soddisfatta - mentre stacca un chip dal tubetto. Ora può andare, e se ha bisogno chieda pure ai miei colleghi”. Un inizio niente male, penso. Almeno ho smesso di sudare freddo. Un addetto mi saluta dopo pochi passi giusto accanto all’isola dei tablet Samsung, oltrepassati i cestoni dei prodotti in offerta: borracce, avvitatori elettrici, gel igienizzanti, ombrelli e lampadine. Non manca proprio niente. I Galaxy esposti sono tutti spenti su un piano bianco con qualche pezzo di scotch tirato via alla meglio. Uno schermo, all’estremità del banco, sembra invitare a selezionare il modello più adatto, provo col dito, riprovo ancora ma non risponde, forse allora è solo una pubblicità. Anche i pc sono spenti tranne uno, però nei cartellini c’è il QR code. Costeggio i monopattini, e prima ancora di sognare di comprarne uno, cattura la mia attenzione un gigante LG QNED Miniled acquistabile con 20 rate da 144,44 euro. Ma per conoscere il prezzo finale, se non si è brillanti in matematica, servono gli occhiali. A quel punto si notano due prezzi: quello di 2899 euro e quello consigliato dal produttore, di 9999 euro. Di certo, a parte le rate, c’è solo il tasso zero. Dietro l’angolo altri tv di grandi dimensioni, e a pochi centimetri una fila di biciclette esposte vicino a un impolverato espositore Meliconi (l’allergia agli acari mi ha reso un “dust detector”). Mi faccio sottiletta e attraverso lo spazio angusto di quei 20-25 cm. Un altro commesso saluta davanti a quei tv accesi, ben disposti, vivaci che incantano. Cartellini prezzo sempre presenti, e dopo la lunghissima vetrina della telefonia, completa di smartwatch e auricolari, mi inoltro nel bianco. Enorme la selezione di lavatrici e asciugatrici, di cui molte con l’oblò cellophanato. Siamo nel lavaggio, ma il cartello indica “congelatori”. Di fronte i frigo doppia porta. Anche loro sono avvolti nella pellicola trasparente, ma strappata e penzolante. Però la scelta è davvero ampia.
“Frescacce”. “Mi scusi - intercetto l’addetto - volevo cambiare il frigo ma non ho un’idea particolare”. “Me lo devi dire te”, risponde testuale. “Siamo in tre, lo volevo un po’ grande, quali sono le ultime novità?”. “Non c’è novit...”, poi ci pensa e spara: “No frost, quello che non fa il ghiaccio, ma ormai ce l’hanno tutti. Per il resto cambiano solo le misure e qualche funzione. Bosch, LG e Samsung sono i migliori, cambiano i cassetti frutta e verdura, ma le tecnologie più o meno sono quelle. E con 750-800 euro ti porti a casa roba di alta gamma. Qualcuno ha il display esterno, ma sono frescacce. Se ha la schiena in acciaio è più igienico da pulire. E con le classi non cambia niente. Se apri il frigo 80 volte al giorno la differenza tra una e l’altra sarà un euro all’anno, forse meno”. Mi fermo davanti a un Bosch: “Comunque anche questi - indicando il modello BSH - li fanno in Turchia o al massimo in Polonia. In Germania fanno solo i top di gamma”, mi spegne lui. Infine mi spinge verso un LG da 799 euro a volantino. “Vai tranquilla, è un prezzaccio, ogni tanto si trova un’occasione. Poi c’è il tasso zero, e c’è la consegna gratuita tutti i lunedì, mercoledì e venerdì. Con 12 euro di smaltimento quello vecchio lo portiamo via noi”.
“Datti una mossa”. “Un consiglio per un climatizzatore fisso?”. La risposta non lascia molto spazio alla fantasia: “Dovresti farti fare un conteggio da un idraulico”. Gli spiego che è per mia madre, abita in una casa su tre piani. Allora lentamente prova a mettere insieme un’ipotesi: “Ti servirebbero tre unità, una per piano”, ma non va oltre. “I brand migliori? Mitsubishi e Daikin. Poi c’è il compromesso qualità-prezzo, ovvero Argo e Olimpia Splendid, marchi italiani che fanno tutto in Cina per pagare meno. Noi qui teniamo solo l’unità interna ma poi serve la macchina esterna”. Chiedo di quelli senza l’unità esterna: “Non esistono”. Poi ci ripensa: “Ah, sì, ne esiste uno, l’Unico, ma devi fare due buchi così, da 15 cm (mima) per smaltire l’aria calda. Unico è come un climatizzatore portatile, solo che è attaccato al muro. Ma dai retta, senti un idraulico”. “Voi ne avete?”, indago. “Quello che abbiamo ci ha già fermato ad aprile perché è pieno fino a settembre. Quindi datti una mossa”.

Mediaworld
Il giovedì successivo, il 6 giugno alle 18,30, sono da Mediaworld ad Ancona, zona Baraccola. Il 100 pollici Hisense mi accoglie a un passo dall’entrata. Sembra un tv cinematografico, e mi sento già a mio agio. Ma con la coda dell’occhio noto già qualcosa che mi infastidisce. Sono scatoloni di climatizzatori, sia fissi a marchio Daikin che portatili di altri brand. Restringono lo spazio e appesantiscono l’esposizione dentro a una musica troppo alta che si confonde col brusio del megastore. Le cartacce a terra e ad altre sporcizie varie punteggiano la moquette grigia. I pc portatili sono quasi tutti accesi davanti a belle poltrone per il gaming. Di fronte il cartello “accessori fotografia”: ma in realtà si tratta di cuffie, mouse, microfoni per cantanti, tastiere. Tutti accesi gli smartphone esposti (tranne gli Oppo), coi loro cartellini completi di caratteristiche tecniche. Vicino alla postazione da gioco con tre schermi da videogamer sfilano i cestoni delle offerte. Dentro un magma indistinto di prodotti. Ma sono i cestoni delle offerte, del resto. Anche nel ped i cartellini prezzo sono chiari, completi, leggibili. Quelli sotto i ferri da stiro e le stiratrici verticali occhieggiano sotto i cavi dei prodotti che li sovrastano e che formano intrichi come grosse ragnatele. Lo stesso accade nel reparto hair care, dove i fili con le relative prese elettriche restano incastrati tra le scatole dei prodotti o a penzoloni. In realtà alcuni cartellini prezzo mancano all’appello e i relativi elettrodomestici, come una bella bilancia blu a marchio Imetec, sono anonime presenze senza prezzo. Attraverso il corridoio delimitato da cartoni su cui si stagliano pannelli tv accattivanti, in un contrasto tra hard discount e alta tecnologia, fino a raggiungere il reparto frigoriferi. L’esposizione è massificata come in molti altri negozi dell’insegna, in un “effetto scatolone” che rischia di rendere meno belli i prodotti esposti. Come accade di fronte a un purificatore Dyson, con una base dorata e argentata, esposto in basso, di fronte ad altri cartoni, poco valorizzato tra due condizionatori portatili di fascia media.
Idee chiare. “Dammi solo un attimo - si scusa l’addetto che aggancio nell’area freddo -, prima devo fare una cosa”. Mi arriva una ventata di sudore e cibo fritto, un odore come di una stanza chiusa da secoli di cui non riesco a individuare la provenienza. Dopo un paio di minuti torna col lo sguardo basso dietro a occhiali torbidi, si avvicina troppo, faccio un passo indietro. Quell’odore mi si appiccica addosso. Sembra imbarazzato, cammina avanti e indietro, e balbetta mentre mi chiede che tipo di frigo cercavo. Quindi si ferma davanti a un LG Instaview in promozione, “da cui c’è da togliere anche l’IVA”, spiega. Fa la simulazione del prezzo finale: “Sono 1557,23 euro, più la consegna che sono 100 euro. Tanto, è vero - ammette - perché è di grandi dimensioni, fossero quelli là (indica i combinati) sarebbero 60 euro. Portare via quello vecchio è gratuito - mi rassicura - e rientra nella consegna”. Tra le marche migliori annovera LG, Bosch, Samsung, Miele e Beko, quest’ultimo per la fascia medio-alta. “Le consiglio i primi due, altrimenti può fare il salto e andare su un Miele, che sarebbe Liebherr. Questo brand è leader nel settore delle celle frigorifere a livello professionale e per la linea consumer ha creato il marchio Miele che è sempre della stessa azienda. Miele - continua - ha le sue fonderie per i cestelli delle lavatrici e fa la maggior parte dei pezzi da sola: in pratica, Liebherr è totalmente Miele”.
Bufale. Con un sospiro viro sulla climatizzazione, dico che è per mia madre per una casa piuttosto grande. Il suggerimento è di sentire un idraulico perché la scelta dipende dal tipo di installazione che sarà possibile fare e devo sperare di non dover creare delle lunghe tracce sui muri, ché per le tracce servono i tubi di rame e il rame è costosissimo (fanno anche i furti). Poi parte il dialogo che segue. Io: “Li avete?” Lui: “Sì, in fondo, da quella parte”. Io: “Me li farebbe vedere?”. Lui: “No, vediamoli qui al pc”. E apre un paginone Excel che solo uno coi suoi occhiali riesce a leggere. Penso ad alta voce che un modello senza unità esterna potrebbe fare al caso nostro, e lui commenta: “I modelli senza unità esterna non esistono: hanno bisogno di uno sbocco esterno. I condizionatori senza motore esterno sono una bufala”. Poi si chiude in un mezzo minuto di silenzio e annuncia: “Una volta c’erano ma si doveva sempre fare un buco enorme”. Voglio aiutarlo: “Era forse il modello Unico?”. Risposta: “Sì, il famoso Unico di Daikin”. Sipario.

Euronics
Mercoledì 12 giugno, alle 12,10, varco la soglia del punto vendita Euronics (Butali) nel centro commerciale Cargopier a Osimo (AN). All’entrata sono avvolta da un profumo avvolgente che mi incolla al tappetone grigio, proprio a pochi metri da una galleria di tv accesi sul canale dell’insegna. Forse è vaniglia, mette quasi allegria, e a ripensarci oggi, dopo alcuni giorni, sembra di sentirlo ancora. L’ambiente è luminosissimo, pulito, curato in ogni dettaglio, coi prodotti tutti ben allineati su scaffali e lineari, i cartellini impeccabili e qualche isola di prodotto che resta impressa. Come quella di due lavasciuga Haier: una gigante da 10 kg e l’altra piccola, per spazi ridotti. La scoperta del negozio è una passeggiata tra i reparti. Si segue il tappeto, come un red carpet, anche se non è rosso, e non ci si può sbagliare. I settori sono indicati correttamente, i pochi addetti in circolazione sorridono indaffarati e i cartelli di un Black Friday estivo non disturbano la vista. La musica è alta ma non assordante.
“Ai tedeschi piace così”. Nell’area del bianco la commessa mi accoglie come se ci conoscessimo da tempo. Mi invita a seguirla, come un buon padrone di casa. Per il frigorifero si informa subito sulle mie esigenze cercando un contatto umano, una specie di confidenza. Sento che mi vuole aiutare e non perde occasione di fare una battuta. “Questo ha preso una ginocchiata - dice indicando un LG ammaccato - ma non c’è problema perché poi il produttore ci cambia la porta”. Parla del marchio coreano come del migliore sul mercato insieme a Samsung. “Poi - aggiunge - ci sono gli storici Bosch e Liebherr, ma noi vendiamo di più i primi due”. Fa una carrellata delle diverse dotazioni di cassetti frutta e verdura, carne e pesce a zero gradi e ripiani abbattibili, ripiani per bottiglie, soluzioni di conservazione, il tutto con una raccomandazione: “A parte Liebherr sono tutti Total No Frost, quindi i cibi bisogna coprirli”. Chiedo lumi: “Liebherr è un alto di gamma, come mai fa le goccioline nel vano frigo?”. Alza le spalle: “Ai tedeschi piace così. Però sono robustissimi”. Durante il tour di combinati e side by side mi consiglia di ignorare le classi di efficienza energetica, almeno dalla D in su: “Tra una e l’altra il risparmio fa ridere, saranno una ventina di euro all’anno di corrente”. E sghignazzando tra i frigoriferi mi orienta verso un Bosch in classe D in promozione, che da mille euro ne costa ora 599. Va sul sicuro fino alla fine, quando mi parla dei servizi aggiuntivi: “Se vuoi la consegna a casa la ditta prende 55 euro in più: lo portiamo, lo installiamo e smaltiamo l’usato”.
Zero consigli. Sul clima però la bocca dell’addetta (anche qui sempre la stessa del bianco) è cucita: “Non dirmi neanche come è fatta la casa. Non ti darò alcun consiglio perché poi la mia idea può essere totalmente diversa da quella dell’installatore, ed è lui che ha l’ultima parola, è lui che deve fare una valutazione, un sopralluogo. Insomma, è nell’installazione l’incognita. Quindi non mi prendo la briga di dire più niente a nessuno”. Però qualcosa dice, e riguarda i servizi offerti: “Noi come negozio abbiamo un installatore, se vuoi fare un preventivo di spesa si pagano 39,90 euro, lui ti chiama per l’appuntamento, viene a vedere e ci manda il preventivo. Se lo accetti, compri qui da noi e fai il lavoro, allora il preventivo viene assorbito dal lavoro e quindi non si paga, altrimenti quella cifra resta qui e avrai pagato l’uscita del tecnico”. Zero consigli, ma tutto chiaro. “Scusa, cos’è questo buon odore?”, chiedo prima di salutarla. “Avranno aperto un profumatore per lavatrici”, inventa lei. E la ringrazio. (s.c.)










